Dal 13 aprile al 13 ottobre 2025, la città giapponese di Osaka ospita Expo 2025, l’Esposizione Universale dedicata alla co-creazione di una “società futura per le nostre vite”, allestita sull’isola artificiale di Yumeshima.

Fulcro dell’evento è il Grand Ring, un’installazione circolare in legno lunga 2 km progettata dall’architetto giapponese Sou Fujimoto, simbolo di unità e connessione. Al suo interno, oltre 150 Paesi e organizzazioni presentano 80 padiglioni unici, offrendo esperienze immersive e innovazioni futuristiche.
Tra i padiglioni nazionali di maggiore richiamo spicca il Padiglione Italia, firmato dallo studio Mario Cucinella Architects come rilettura contemporanea della “Città Ideale” rinascimentale. Spazi come il teatro, la piazza e il giardino all’italiana diventano scenari simbolici che accolgono il visitatore in un percorso immersivo.

Il tema scelto, “L’Arte Rigenera la Vita”, guida il pubblico attraverso un itinerario narrativo e multisensoriale, celebrando la creatività italiana come forza propulsiva di innovazione e rinascita. Particolarmente potente è il dialogo tra tradizione e futuro: dall’aerospazio alla robotica, dall’acciaio verde alla storia dell’arte, il percorso culmina in un’esposizione straordinaria che riunisce capolavori di Caravaggio, Michelangelo, Tintoretto e altri grandi maestri italiani di ogni epoca.

Alcune opere sono concesse in prestito eccezionale dalla Santa Sede, che per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali partecipa con uno spazio all’interno del Padiglione Italia. Il padiglione comprende anche una terrazza-ristorante, dove degustare menù regionali e prodotti simbolo del patrimonio enogastronomico italiano; un teatro con spettacoli dal vivo, dall’opera alla musica pop contemporanea; e un’area interamente dedicata al Made in Italy, che propone design, moda, artigianato e scienza attraverso esibizioni e performance interattive.

Punto di vista Wakapedia

Italo-giapponesi di origine e curiosi di natura, noi del team Wakapedia non potevamo assolutamente mancare al Padiglione Italia all’Expo di Osaka.
Siamo partiti aspettandoci il solito “pizza, mandolino e Rinascimento” ed eravamo già pronti a criticare stereotipi e caricature del Belpaese… e invece, una vera bomba! Ci è davvero venuta la pelle d’oca (e non per l’aria condizionata a manetta). Da bravi laureati in comunicazione artistica quali siamo, pensavamo di sapere già tutto. Spoiler: ci sbagliavamo!

Abbiamo scoperto un Michelangelo inedito che neanche i manuali universitari raccontano. Ma il vero colpo di scena è stato vedere La Deposizione di Cristo del Caravaggio, un capolavoro dei Musei Vaticani, esposto in Giappone!
Non osiamo nemmeno immaginare l’epopea titanesca per il trasporto oltreoceano. Roba da inchinarsi per il rispetto!

Il percorso all’interno del padiglione è un viaggio immersivo e intergalattico: un mix incredibile di arte, scienza, tecnologia e emozione che si fondono come pomodoro, mozzarella e basilico – ci siamo capiti, no?
Luci, suoni, profumi, suggestioni… e quei ‘wow’ sussurrati che persino il visitatore giapponese più riservato non riesce a trattenere — né a resistere alla tentazione di scattare una foto. Ciliegina sulla torta?

Dopo la visita, ci siamo fermati a chiacchierare con Mario Vattani, il Commissario Generale del Padiglione. Un personaggio da film di Sorrentino: colto, visionario, brillante. Di quelli che parlano di arte, cultura e innovazione con passione vera – e senza mai annoiare… mancava solo uno spritz da condividere durante la nostra chiacchierata.
Insomma, leggetevi questa intervista e capirete perché l’Italia all’Expo 2025 di Osaka ha fatto il botto!

Wakapedia: Buongiorno Mario, siamo felicissimi di incontrarla per parlare di questo fantastico Padiglione Italia, il più bello qui a Osaka e non per essere di parte! (Ride) Ce lo può presentare attraverso il suo sguardo personale? Qual è la visione che lo anima? E perché merita di essere visitato?

Mario Vattani: In un contesto così competitivo come l’Expo, ci siamo posti una domanda semplice ma fondamentale: come vogliamo presentarci al mondo?

Siamo in Giappone, un Paese che conosce e ama l’Italia, ma anche in Asia, dove spesso siamo ridotti alle solite “3 F”: food, fashion, furniture. L’Italia è molto di più: è tecnologia avanzata, ricerca, formazione. Il nostro obiettivo è mostrare questa Italia contemporanea, dinamica e profonda, capace di essere un partner di valore. Abbiamo pensato soprattutto ai giovani, agli studenti asiatici: curiosi, numerosi, aperti. In un momento in cui il nostro Paese affronta un calo demografico, parlare a loro è strategico. Il Padiglione nasce proprio come strumento per raccontare un’Italia che guarda avanti. E volevamo che fosse immediatamente riconoscibile: l’arco, l’elmo, l’estetica archetipica – simboli forti che evocano la nostra identità senza tempo, tra storia e futuro. Ma anche contenuti che sorprendono: il 40% della Stazione Spaziale Internazionale è made in Italy, come anche i sistemi di sicurezza della metropolitana di Osaka. Questo non lo sa quasi nessuno!

Tutto è stato progettato per affascinare e far riflettere, unendo cultura, scienza e bellezza. Il simbolo perfetto? Lo scheletro dell’aereo Ferrari che esponiamo: evoca Leonardo, ma anche l’ingegno italiano di oggi. Il nostro messaggio è chiaro: un’Italia eterna, che vive nel presente e vola verso il futuro.

Wakapedia: Wow, davvero un bel progetto e siete riusciti a realizzarlo perfettamente. Congratulazioni! La scelta di esporre capolavori italiani di epoche diverse è affascinante e potente: un modo originale per raccontare l’eccellenza del made in Italy. Com’è nata questa idea e che messaggio volete trasmettere al pubblico internazionale con questa “mostra in divenire”?

Mario Vattani: Uno degli elementi chiave del successo del Padiglione Italia è, paradossalmente, proprio la realtà. In un Expo dominato da scenografie digitali, effetti speciali e pareti LED spettacolari, noi abbiamo scelto di andare controcorrente: presentare opere e oggetti veri, tangibili. Perché la realtà, se raccontata con cura, è tutt’altro che noiosa, anzi, può essere profondamente ispirante.
Questo approccio parla soprattutto ai giovani. In un’epoca dove tutto sembra possibile nel mondo virtuale, si vola, si resiste a tutto, si diventa supereroi, il rischio è sentirsi impotenti di fronte alla vita reale. Noi vogliamo trasmettere un messaggio diverso: la realtà può ispirare più della fantasia. Esporre invenzioni, opere d’arte, strumenti concreti significa ricordare che persone reali, come Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, hanno costruito meraviglie con il loro talento e la loro determinazione. Non erano miti irraggiungibili, erano giovani come i ragazzi che oggi visitano il Padiglione. E il messaggio è semplice, potente: puoi farlo anche tu.

Wakapedia: Verissimo, è un messaggio importante e incoraggiante per le generazioni future! Parlando di artisti, può spiegarci come sono stati selezionati quelli esposti qui nel Padiglione Italia?

Mario Vattani: Gli artisti coinvolti abbracciano un arco temporale vastissimo: si va dall’anonimo scultore dell’Atlante Farnese del II secolo, fino a maestri come Tintoretto e Michelangelo. Ma per noi sono artisti anche coloro che progettano tecnologie d’eccellenza, come l’inventore del freno della Ferrari.
Il collegamento tra arte e ingegno è profondo, proprio come ci ha insegnato Leonardo da Vinci. Il nostro padiglione ospita oggetti molto diversi tra loro, ma comunica un messaggio coerente: un’Italia che unisce creatività, innovazione e visione.

Wakapedia: Quali sono i messaggi chiave che desiderate trasmettere ai visitatori giapponesi?

Mario Vattani:Vogliamo trasmettere pochi messaggi, ma che siano chiari, profondi e memorabili. Il
nostro obiettivo è che chi esce dal Padiglione Italia porti con sé qualcosa: un’impressione, un pensiero, un’emozione. Per questo abbiamo scelto un approccio intimo e coinvolgente. Non abbiamo riempito gli spazi con un flusso continuo di immagini o informazioni, ma creato un teatro accogliente, fresco, profumato con l’essenza di Santa Maria Novella, dove il visitatore può sedersi, concentrarsi e vivere un’esperienza davvero sensoriale. L’intento è lasciare un ricordo duraturo.

Il secondo messaggio riguarda il legame speciale tra Italia e Giappone. Non siamo due Paesi qualsiasi: abbiamo una storia lunga di scambi, a volte segnata anche da momenti difficili come la guerra. È una relazione profonda, spesso poco raccontata, ma che vale la pena ricordare, perché ci unisce ancora di più.

Abbiamo voluto inserire, ad esempio, un riferimento al volo Roma-Tokyo del 1920, ideato da D’Annunzio. Un’impresa visionaria, nata da un’idea italiana per arrivare proprio qui in Giappone.

Wakapedia: Ma davvero? Non lo sapevamo! Saremmo stati molto felici di avere un professore
come lei!

Mario Vattani: Eh sì, sono storie che meritano di essere condivise.
Vogliamo anche far riflettere sul ruolo che il Giappone ha avuto nel dialogo con l’Europa. I giapponesi sono arrivati nel nostro continente già nel 1585, in pieno Rinascimento, molto prima dei Grand Tour di poeti e artisti europei come Goethe, Byron o Shelley. Sono venuti come uomini liberi, non colonizzati. Sono arrivati per scelta, mossi da curiosità e spirito di scoperta. È qualcosa di cui andare fieri.

Wakapedia: C’è un aspetto della cultura giapponese che ha influenzato il suo approccio alla diplomazia culturale o alla progettazione del Padiglione Italia?

Mario Vattani: È una domanda interessante, e la risposta è sì, assolutamente. Nel mio caso c’è un legame molto personale con il Giappone. È un Paese che amo profondamente, dove ho vissuto a lungo, che ho studiato e che conosco bene. Fa parte della mia vita anche perché sono sposato con una giapponese.

Wakapedia: E ha anche scritto un libro sul Giappone, giusto?

Mario Vattani: Sì, si chiama Svelare il Giappone e sta per uscire anche in versione tascabile. Non è un romanzo, ma un saggio in cui racconto aspetti della cultura giapponese e delle relazioni tra Italia e Giappone. In effetti, molte delle riflessioni che hanno ispirato il Padiglione Italia si trovano anche in quel libro. Il Giappone è una fonte costante di ispirazione per me.

Wakapedia: Si vede proprio che il Giappone la appassiona e la ispira! Acquisteremo sicuramente il
suo libro. Il Giappone ha un enorme soft power, proprio come l’Italia. È d’accordo?

Mario Vattani: Assolutamente. Il Giappone è amato in tutto il mondo, per mille motivi: le arti marziali, la cerimonia del tè, il cinema, la fotografia degli anni ’50 e ’60, i manga, i videogiochi… tutta quella cultura pop che ha un’influenza straordinaria. Anche l’Italia ha il suo soft power: la moda, il design, il cinema. Sono linguaggi che raccontano chi siamo e ci collegano al mondo.

Wakapedia: La sua conoscenza approfondita del Giappone deve averla aiutata parecchio nel progettare il Padiglione Italia qui a Osaka.

Mario Vattani: Certamente. Quando si progetta un’esperienza per il pubblico, bisogna sapere cosa mostrare e cosa no. Conoscere il pubblico giapponese, che rappresenta circa l’80% dei visitatori, è stato fondamentale. Bisogna capirne i ritmi, le sensibilità, cosa lo emoziona davvero. Solo così si può costruire un percorso adatto.  Poi, se ci siamo riusciti o meno, non sta a me dirlo… ma a giudicare dalle reazioni, sembrerebbe di sì.

Wakapedia: Non faccia il modesto! Il Padiglione Italia è uno dei più gettonati qui a Osaka!

Mario Vattani: Non so se sia il più visitato in assoluto. Potremmo gestire grandi flussi, anche 20.000 o 30.000 ingressi al giorno, ma non è quello il nostro obiettivo.

Wakapedia: Certo, non contano solo i numeri.

Mario Vattani: Esatto. Conta quanto se ne parla, quanto viene desiderato. Il vero impatto è quello che resta nella memoria delle persone. In questo senso, sicuramente La Deposizione di Cristo di Caravaggio ha avuto un ruolo importante.

Wakapedia: CEh sì, quel Caravaggio ha fatto scalpore!

Mario Vattani: È stato decisivo coinvolgere la Santa Sede. Quando ci hanno chiesto uno spazio all’interno del padiglione, abbiamo risposto: “Va bene, ma cosa portate?” E loro hanno proposto proprio quel quadro. Era già nei loro desideri portarlo in Giappone, ma finora non ci erano riusciti, anche a causa della pandemia. Noi siamo riusciti ad agganciarci a quel progetto già avviato e a realizzarlo qui. È stato un momento importante. Papa Francesco stesso ci teneva molto.

Wakapedia: E poi c’è anche un Michelangelo!

Mario Vattani: Sì, quello è stato portato dalla Regione Lazio. È un’opera meno conosciuta, ma non per questo meno significativa. Non arriva da grandi musei di Roma o Firenze, ma da Bassano Romano. Immagino che non l’abbia mai vista prima.

Wakapedia: No, in effetti! Anche se abbiamo studiato storia dell’arte all’università, quando abbiamo visto quest’opera abbiamo subito pensato: “Ma da dove esce questo Michelangelo?” (ride).

Mario Vattani: Proprio per questo l’abbiamo voluto mostrare. Per evocare il tema del sovraffollamento
turistico e del turismo mainstream, un problema che riguarda tanto l’Italia quanto il Giappone. Basta pensare a com’è cambiata Kyoto negli ultimi dieci anni, o a città come Venezia e Firenze, che, vittime della loro fama, oggi
non sono più le stesse.
Dobbiamo proporre itinerari alternativi, far scoprire luoghi e opere meno noti ma ricchi di significato. È una sfida che possiamo condividere anche con il pubblico giapponese. Quell’opera di Michelangelo, ad esempio,
anche se è poco conosciuta è molto importante nella carriera dell’artista: è la prima versione del Cristo della Minerva che si trova a Roma. Si chiama Cristo Giustiniani, è stata realizzata intorno al 1514, abbandonata per le imperfezioni del marmo e poi completata – secondo alcune fonti – da un giovane Gian Lorenzo Bernini. In pochi la conoscono, ma quando si scopre la storia, si sente il desiderio di vederla.

Wakapedia: Esatto! Scoprire una pepita è più marcante che vedere sempre gli stessi grandi capolavori fotografati da tutti. Il Padiglione Italia qui a Osaka ci ha insegnato tanto e ci ha fatto venire voglia di coltivare ancora di più la nostra curiosità e il nostro spirito d’esploratori.

Mario Vattani: Bene, missione compiuta allora!

Wakapedia: Compiutissima! Arigatou gozaimasu Mario per averci spiegato tutto in modo così chiaro e appassionante! Abbiamo già visitato il Padiglione Italia due volte, ma siamo pronti a rivederlo ancora dieci, talmente è ricco e pieno di capolavori! Speriamo soprattutto che questa nostra intervista faccia venire voglia a tanti altri visitatori, italiani e giapponesi – ma non solo – di venire a (ri)scoprire l’Italia in tutto il suo splendore qui a Expo Osaka 2025.

Mario Vattani: Con grande piacere! Qui accogliamo tutti a braccia aperte!

Description & Interview: Sara Waka

Edited by: Federica Forte

Foto: Tomaso Lisca